Follow Orobie: le nostre montagne di serie A

Quando diedi vita al mio precedente progetto fotografico, correva l’anno 2012: la prima esposizione
fotografica, a fine ottobre, si svolse in un fine settimana dal meteo simile a quello degli ultimi giorni:
stesso clima, stessa temperatura, solo una cosa a dir il vero era ben diversa: l’acqua. Sulla provincia cadde moltissima pioggia fredda, spessa, intensa. La neve era caduta più in alto, almeno dagli 800 metri di quota in poi.

Esponemmo per un solo week-end perché la sala doveva tornare in mano ai pensionati del vicino
circolo anziani, che occupavano la sala ogni giorno per giocare alla tombola. Non fu certo un inizio
brillante, però fu un periodo pieno di idee e, successivamente, di grandi cambiamenti.

Ricordo che la domenica sera consultai il meteo perché avevo ricevuto una proposta davvero interessante, soprattutto a fine ottobre: un’uscita al rifugio Gemelli, partendo da Carona e passando dal Marcio.

Pioveva ancora parecchio, ma nella notte era previsto un mezzo miracolo: per il mattino successivo niente più precipitazioni, forse pure il sole. Ricordo alla perfezione quella salita, con partenza prima dell’alba e la neve completamente da tracciare: 50 centimetri di neve freschissima da affrontare passo dopo passo, alternandoci davanti.

Ancora oggi non trovo le parole per descrivere la sensazione di perfezione, la poesia silenziosa alla quale potemmo assistere quel giorno: a chi vi dice che le nostre sono montagne di serie B, che solo sulle Dolomiti o all’estero si possono trovare scorci incantevoli, mostrate le foto delle Orobie innevate in una giornata di sole, mentre si specchiano in una cornice d’acqua.

E’ proprio così che han preso vita alcuni dei miei scatti migliori negli ultimi anni, con improvvisi colpi di testa: non sempre vanno a buon fine, a volte si piglia solo del cattivo tempo e si torna mestamente a casa, ma questo è pur sempre parte dell’esperienza e del divertimento, no?

Dalla prossima settimana, si parte con un percorso ad anello che attraverserà da ovest ad est un po’ tutto
l’arco orobico bergamasco, riprendendo quel percorso che ho percorso attraverso racconti ed immagini in molti angoli della Lombardia con “Orobie Vive”.

Andrea

 

 

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